Intervista a Laurie, in esclusiva su Musicisti Emergenti

Eccoci di nuovo nel nostro angolo delle interviste. Conosciamo meglio Laurie

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Ciao Laurie. Parlaci un po’ di te. Quando hai iniziato a fare musica?
La mia passione per la musica nasce nell’età dell’infanzia, da quando con mio padre ho cominciato ad andare per pub e sale da ballo cantando le canzoni del momento. Avevo circa 7/8 anni. La prima canzone che cantai era My Heart Will go on, di Celine Dion. Andai al cinema a vedere il film con i miei genitori, m’innamorai di quel pezzo perdutamente (e anche di Leonardo di Caprio ahah) e ricordo che non uscimmo dalla sala fino a che la canzone finì. Da lì non smisi più di dedicarmi alla musica. A 13 ho cominciato a comporre i primi testi e a 20 circa anche le melodie.

Hai avuto sostegno da parte della famiglia?
Tantissima. Anzi sono stati proprio loro a scoprire la mia passione. Secondo loro cantare è la cosa che so fare meglio, è la mia strada. Ed anche secondo me.

Ci sono stati periodi o momenti di forte crisi artistica? Se sì, come li hai gestiti?
Ci sono stati dei momenti in cui si, non avrei più voluto cantare perché sentivo che portava via molto del tempo libero che potevo impiegare come una semplice adolescente.
Ma poi ho scoperto che non esiste età nell’arte, quando hai un dono devi coltivarlo ad ogni costo, un talento è un regalo del cielo. Quando vedo gli adolescenti di oggi crescere con una passione e dedicarle tempo(suonare, cantare, scrivere, dipingere) anziché andare a ballare i seguire vizi vari che non portano a nulla mi si riempie il cuore. È stata una crisi passeggera la mia, ho riscoperto la voglia e la passione dopo pochissimo tempo , e da lì non ho più avuto dubbi.

Cosa ti spinge a scrivere un testo?
La vita. Quando comincio a scrivere è perché sono fortemente ispirata da una situazione, da un episodio, da cose che accadono realmente e mi colpiscono. La maggior parte dei miei testi sono ispirati a fatti reali. E poi, non per sembrare smielata, ma l’idea dell’amore mi ispira tantissimo.

“Time and again” nasce da una storia autobiografica?
In realtà no. Ma l’ho vestita molto bene come se fosse una storia mia personale perché trattandosi di una storia comune, la vittoria di una donna su una storia d’amore malata e senza speranza, alla fine è come se lo fosse. È come se fosse la mia storia, e quella di tutte le donne, perché sfido chiunque a non aver mai vissuto un amore sbagliato, o non corrisposto.

Come inizia il tuo processo creativo?
Solitamente scrivo delle parole, una strofa , e la leggo cantando, inventando momentaneamente una melodia vocale che rispecchi l’intenzione del messaggio del testo, da lì mi metto al piano e tiro fuori gli accordi. Ma non è una regola. A volte mi metto al piano e faccio un giro d’accordi che mi ispira e da lì creo una melodia vocale.

Quanto tempo occupa la musica nella tua vita?
Minimo 2 o 3 ore al giorno. Quando va male.
Quando va bene tutto il giorno(ahahahahah).
Avere la musica nella propria vita è una fortuna inequiparabile. Quando sono pensierosa o annoiata comincio a studiare qualche canzone al piano mi concentro , passano ore senza che me ne accorga e i problemi sono svaniti.

A chi ti ispiri?
Anche se può sembrare scontato penso che in questo momento l’artista da cui sto imparando di più sia nella musica sia nel modo di vivere la musica sia Lady Gaga. Le sue performance ti rapiscono ed emozionano, lei è una che sa fare il suo mestiere egregiamente. Scrive, canta, suona, balla, è una front girl impressionante. Anche stando ferma lascia un segno, lancia un messaggio. I suoi live mi danno una carica pazzesca.
Cmq da quando sono piccola seguo e amo artisti come Michael Jackson, Queen, Elton John , Sting, Etta James , Aretha Franklin, questo per quanto riguarda gli artisti stranieri. Per quanto riguarda gli artisti italiani tutti i cantautori dai giganti Lucio Dalla, de Andrè, Ivan Graziani, Renato zero, ai più giovani come Tiziano Ferro e Cesare Cremonini mi hanno influenzato profondamente. Le voci femminili italiane che amo di più sono quelle di Mina, Mia Martini, Elisa .

Raccontaci il ricordo più bello della tua carriera?
Anni fa vinsi il premio per la miglior interpretazione in un concorso. Venni premiata da Mogol che era presidente di giuria. Averlo avuto a pochi centimetri è stato impressionante , anche perché ero molto giovane e mi stavo avvicinando in quel periodo alla musica di artisti che avevano a che fare o avevano avuto a che fare con lui come Lucio Battisti e Adriano Celentano .

Cosa c’è nella tua playlist Spotify?
In questo momento ovviamente Time and again. Ahah.
Poi le hit del momento : The giornalisti, Marshmello, Dua Lipa, Gahli, Lady Gaga. E tanti altri. Salto da un genere all’altro senza mai cadere.

Come hai passato la quarantena dal punto di vista artistico?
In una cabina passeggeri a bordo di una nave da crociera . Totalmente ferma . Potendo uscire solo mezz’ora al giorno per non rischiar di esser contagiata o contagiare . Ero a bordo per lavoro quando il Covid 19 si è impossessato del mondo. È stato un momento davvero molto particolare. Ma ho riflettuto sui progetti artistici, ho scritto e mi sono preparata alla ripartenza per quando sarebbe passato il caos.

Che rapporto hai con i social network?
Ogni giorno apro Facebook e Instagram.
È un’abitudine .
Il social è una ricchezza se la si usa con criterio . Io personalmente su Instagram pubblicizzo molto la mia immagine artistica e il mio lavoro senza alterare ciò che sono veramente . Le persone quando mi conoscono di persona non devono rimanere deluse in base a quello che vedono .
Cerco di esprimermi sempre in modo molto reale e sincero. Sia con stati scritti sia con foto . Non si può sempre avere consensi da tutti, per quello che si scrive e quelli che si pubblica ma senza dubbio l’importante è essere se stessi e avere personalità .

Come vedi il mondo musicale nel futuro post Covid?
Se non ci facciamo prendere dalla foga e dall’ansia di assembrarci rischiando un secondo assedio pandemico vedo un futuro abbastanza roseo. Le attività hanno riaperto e anche la musica dal vivo. Ma devo essere sincera mi dispiace molto vedere i teatri aperti con l’obbligo del distanziamento e l’obbligo della mascherina quando invece nelle discoteche all’aperto ci sono migliaia di persone ammucchiate senza precauzioni. Mi sembra una presa in giro. E a rimetterci sono l’arte , e le persone che gestiscono i locali che sono costretti a chiudere a causa della negligenza di certe persone .

Progetti per il futuro?
Sempre scrivere, cantare e pubblicare le mie canzoni.
Nel mio piccolo voglio lasciare un segno e dare qualcosa di me a chi mi ascolta.
Mi sto preparando per un concorso importante, spero di poter passare tutte le selezioni e andare in finale dopo la fine dell’estate. Covid-19 permettendo .

La nostra piattaforma si chiama Musicisti Emergenti. Cosa consiglieresti ai musicisti emergenti?
Beh, essendo anche io un’emergente posso solo dire : mettiamocela tutta ragazzi, che dalla passione e l’amore nel fare le cose non può non nascere qualcosa di bello . Sempre con gli occhi avanti senza fermarsi a guardare gli ostacoli che quelli ce ne sono e ce ne saranno sempre. Come dice una delle mie canzoni preferite Sempre palante no mira patras.

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