La voglia di sentirsi di nuovo liberi, come quando eravamo bambini

Quando siamo bambini  e ancora non conosciamo i problemi della vita, non abbiamo paura del futuro.  La canzone “Sono quel bambino” di Dario Margeli vuole farci ricordare quella sensazione di libertà dalla paura.

Ascolto Spotify:
https://open.spotify.com/track/557jBqyETf7SSrRVZo4DbN

 

Il puro sé è ancora lì quando cresciamo. È solo coperto dalle nostre brutte esperienze. La canzone vuole aiutare l’ascoltatore a raggiungere la luce della coscienza.

La musica di “Sono quel bambino” è nello stile della musica conosciuta come Synthwave, simile a canzoni popolari come “Nightcall” di Kavinsky e musica per videogiochi ascoltata in giochi come “Grand Theft Auto”. La musica è ballabile, veloce e ha vibrazioni allegre. I molti strati di sintetizzatori sono suonati dal musicista Francisco Villafuerte che ha creato un’atmosfera futurista. Ha accattivanti linee di sintetizzatore melodico per l’arrangiamento. Dario Margeli che ha scritto la musica ei testi, di solito fa registrazioni orientate alla chitarra. Per questo motivo la melodia che ha creato per questa canzone mantiene la canzone connessa con la sensibilità dell’indie rock. Ricordiamo che Battiato usava anche i sintetizzatori pur riuscendo comunque a fare appello agli appassionati del rock.

Nei forum dell’indie rock italiano si parlava di Dario Margeli già nel 2011 con la sua canzone “Niente importa tanto”. Ma i lettori erano più interessati alla ragazza nel video che alla musica. Nella stampa musicale si parlava con umorismo dei testi di protesta delle sue canzoni. Dario è consapevole di ciò che è popolare tra il pubblico indie di oggi, ma è sempre connesso alla musica che ha sentito quando era un bambino. Musica che suonava su vinile e che conserva ancora. Funk come The Gap Band, disco come Giorgio Moroder, ambient guitar rock come Echo and the Bunnymen e leggendari cantautori italiani degli anni ’70 come Antonello Venditti.

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