In esclusiva su Musicisti Emergenti: Eva

Quando è diventata necessaria la musica nella tua vita?
Ho iniziato a cantare e suonare quando avevo 5 anni e non ho più smesso. “Per me la musica è il sale della vita” questo è il motto che mi accompagna da sempre e rappresenta a pieno quello che è per me la musica: una necessità, quella cosa che dà un sapore in più alle nostre giornate, che ci conforta nei momenti più tristi ma ci fa sorridere in quelli più allegri.

Hai avuto crisi o dubbi durante il tuo percorso artistico? Raccontaci come hai superato i momenti difficili.
Qualche momento di difficoltà e di crisi c’è in ogni percorso che si rispetti, ma la forza della musica va oltre tutto e tutti, quindi ogni porta chiusa in faccia è uno stimolo ad andare avanti e dare sempre di più. Inoltre ho imparato a fare sempre baglio delle critiche che ti vengono fatte, e prenderle come consigli per migliorarsi sempre di più.

Che musica ti facevano ascoltare da piccolina?
Da piccolina ascoltavo molta musica insieme a mio nonno. Ascoltavamo sempre la musica della sua gioventù. Mi ricordo i dischi in vinile che prendevamo dalla libreria e mettevamo nel giradischi… Renato Zero, Celentano, Mina, Rita Pavone, i Beatles… Che ricordi!

Musicisti a cui ti ispiri?
Non ho nello specifico musicisti a cui mi ispiro, logicamente ci sono artisti che ascolto di più, come ad esempio Marco Masini che è uno dei miei autori e cantanti preferiti, però in realtà cerco di “rubare” qualcosa un po’ da tutti i cantanti che ascolto. Cerco di prendere le cose più belle secondo me di ognuno di loro, e reinterpretarle a modo mio.

Cosa c’è nella tua playlist di Spotify?
Di tutto un po’! Sin da piccola ho sempre ascoltato un po’ tutti i generi musicali, dalla musica classica che utilizzo per rilassarmi quando ho delle giornate frenetiche, al pop al rock, soul. Penso che sia bello spaziare con i generi musicali perché poi dall’intreccio di tutti questi stili diversi possono nascere belle idee.

Raccontaci il ricordo più bello della tua carriera.
Sicuramente uno dei momenti più belli, che non scorderò mai è stato cantare all’Arena di Verona condividendo il palco con big del calibro di Nek, Francesco Gabbani, Fausto Leali, Nina Zilli, Alex Britti, Raphael Gualazzi e tanti altri. Una serata indimenticabile, ricca di emozioni, che ha sicuramente segnato positivamente il mio percorso artistico rafforzando ancora di più in me la voglia di non mollare mai e continuare a inseguire i miei sogni.

Come hai passato la quarantena dal punto di vista artistico?
Devo dire che la mia quarantena dal punto di vista artistico è stata molto movimentata. Ho inventato uno show musicale chiamato “Corona quiz”. In pratica due volte alla settimana facevo delle dirette Facebook in cui le persone potevano partecipare collegandosi alla diretta e rispondendo nei commenti. Per ogni sera io decidevo due cantanti da indovinare e durante la serata davo tutti indizi inerenti a questi cantanti, e il “pubblico” doveva indovinare rispondendo nei commenti. Ho deciso poi di coinvolgere le attività commerciali del paese, che mettevano in palio un premio per le persone che indovinavano i cantanti misteriosi. Mi ha fatto piacere ricevere anche due video messaggi di saluti da due cantanti italiani che sono Michele Pecora e Silvia Mezzanotte È stato un modo anche per far conoscere le attività locali e incentivare all’acquisto. Sono rimasta molto soddisfatta perché ho ricevuto un grande affetto del pubblico che aspettava sempre con ansia le varie serate partecipando molto attivamente.

Come vedi il mondo musicale nel mondo post Covid?
Sicuramente, come in tutti i settori, la ripresa sarà difficile però penso che una volta passata questa tempesta ci riprenderemo più forti di prima. La musica unisce tutti, grandi, piccoli, giovani e meno giovani, quindi ci sarà tanta voglia di fare, di recuperare il tempo perso in questo periodo e tornare in scena per continuare a regalare al pubblico emozioni, momenti di spensieratezza e felicità attraverso qualsiasi forma d’arte, soprattutto dopo questo periodo buio.

Progetti per il futuro?
Il progetto che per il momento mi sta più a cuore è quello di portare avanti la collaborazione con Yourvoice Records e con Raffaele Ciniero, per poter pubblicare un EP entro la fine del 2021. Ci siamo già messi a lavoro per la produzione di un secondo brano. Poi più che un progetto, il più grande sogno nel cassetto è quello di riuscire a calcare l’immenso palco dell’Ariston di Sanremo… Incrociamo le dita!

La nostra piattaforma si chiama Musicisti Emergenti. Cosa consiglieresti ai musicisti emergenti?
Il consiglio che sento di dare è lo stesso che adotto anche io: come ho detto sopra, non bisogna mai mollare, la strada è lunga e tortuosa, gli ostacoli sono tanti ma bisogna con costanza andare avanti per inseguire sempre i propri sogni. Per non avere mai nessun rimpianto e poter dire di aver fatto sempre il possibile.

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