In esclusiva su Musicisti Emergenti: intervista a Lakiki

Conosciamo meglio Lakiki

Parlaci un po’ di te. Come ti sei avvicinato alla musica?

Sono cresciuta in una famiglia di appassionati di musica. Mio nonno studiava canto lirico, in famiglia la musica è la colonna sonora che accompagna la nostra vita. Probabilmente qualche gene l’ho preso anch’io.

Quando è diventata necessaria la musica nella tua vita?

Tutto parte dal mio progetto con il brano “Fammi una faccia”, che è un gioco virale. Ho sempre frequentato gli studi di registrazione, ma come corista. Quando è stato possibile fare il salto di qualità e diventare solista è scattato qualcosa dentro di me, la mia voglia di comunicare ed esprimermi è davvero tanta.

Come inizia il tuo processo creativo?

I miei collaboratori mi mandano i beat, io ascolto le basi, ci ballo sopra e inizio a scrivere qualche strofa.

Hai avuto crisi o dubbi durante il tuo percorso artistico? Raccontaci come hai superato i momenti difficili…

I momenti difficili li ho sempre superati con la musica, mi bastano due note per mettermi di buon umore. È l’unica cosa che riesce a tenermi a freno, visto il mio animo ribelle e irrascibile.

Che musica ti facevano ascoltare da bambino?

Da bambina i miei genitori mi facevano cullare tra Led Zeppelin e Subsonica infatti era sempre un litigio perché io volevo sempre ascoltare e ballare la musica reggaetton.
Era un continuo, dalla mattina alla sera, a volte mi chiedo come abbiano fatto a sopportarmi tutti questi anni.

Musicisti a cui ti ispiri?

Dua Lipa, Mahmood, Gaia, Elodie…

Cosa c’è nella tua playlist Spotify?

Nella mia Playlist di Spotify non c’è un genere ben definito perché i miei ascolti variano in base al mio umore e la musica di conseguenza. Ascolto da Marracash o Gué Pequeno a Aya Nakura, Ozuna, Maluma, Giorgia, Elisa e tanti altri.

Raccontaci il ricordo più bello della tua carriera?

Dal momento che ho iniziato ieri, è una bella domanda. Anche se il ricordo più bello è stato quando il mio produttore, Riccardo Rinaldi, ha puntato su di me con questo progetto, perché è grazie a lui che ho potuto iniziare tutto questo.

Hai una o più muse ispiratrici?

La mia musa è Rihanna, anche se è uscita un po’ dal panorama musicale (purtroppo) rimane la Queen in assoluto per me. Conosco tutte le sue canzoni a memoria. La sua personalità, il suo modo di stare sul palco mi affascinano da morire. Si è costruita un impero, ha sdoganato vari taboo (musicalmente parlando) e ora ha creato la sua linea di cosmetici Fenty Beauty (che adoro).

Come hai passato la quarantena dal punto di vista artistico

Ho scritto qualche pezzo che uscirà presto, spero di inaugurare l’anno che verrà con nuovi brani, che saranno scoppiettanti.

Come vedi il mondo musicale nel futuro post Covid?

Sperando che tutto questo finisca il prima possibile, mi aspetto grandi cose. Se noi, artisti e pubblico, siamo riusciti ad adattarci in questa nuova dimensione un po’ strana e limitante per tutti, senza la possibilità di fare concerti e spettacoli dal vivo, ma solo online, quello che ci aspetta sarà tutto in discesa

Progetti per il futuro?

Sto prendendo lezioni di ballo, canto e inglese, perché penso che in questo mestiere siano di fondamentale importanza. Ovviamente tanta buona e nuova musica.

La nostra piattaforma si chiama Musicisti Emergenti. Cosa consiglieresti ai musicisti emergenti?

Sicuramente quello che in primis consiglierei a me stessa: tanta grinta, determinazione e amoreper quello che si fa, perché senza la passione non si costruisce nulla di solido e duraturo.

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